Bolkestein: Ambulanti esclusi. Ora cosa succede?

ambulanti

La legge 30 dicembre 2018, n. 145, “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021”, all’art. 1, comma 686, ha previsto che:

<<Al fine di promuovere e garantire gli obiettivi di politica sociale connessi alla tutela dell’occupazione, al decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) all’articolo 7, comma 1, dopo la lettera f) è aggiunta la seguente:

«f-bis) alle attività del commercio al dettaglio sulle aree pubbliche»;

b) all’articolo 16, dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:

«4-bis. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano al commercio su aree pubbliche di cui all’articolo 27 legislativo 31 marzo 1998, n. 114»;

c) l’articolo 70 è abrogato>>.

La legge di Bilancio interviene dunque, per l’ennesima volta nel corso dell’ultimo decennio, sulla normativa relativa al commercio su aree pubbliche. Questa volta lo fa, finalmente, accogliendo una richiesta che la nostra Associazione ha ripetutamente sollecitato:

LE DISPOSIZIONI DI CUI AL D. LGS. 26 MARZO 2010, N. 59, RECANTE ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA 2006/123/CE, RELATIVA AI SERVIZI NEL MERCATO INTERNO, NON SONO APPLICABILI AL COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE”.

 Vediamone le conseguenze:

1. Anzitutto, cosa più importante, non vige più la previsione secondo cui il titolo concessorio “non può essere rinnovato automaticamente né possono essere accordati vantaggi al prestatore uscente”.

2. In secondo luogo, l’abrogazione dell’art. 70 comporta la soppressione del meccanismo in base al quale, in sede di Conferenza unificata, erano stati individuati, con Intesa tra Stato e Regioni, i criteri per il rilascio ed il rinnovo delle concessioni.

 RIMANGONO AD OGGI DA DEFINIRE LE TEMPISTICHE E LE PROCEDURE CHE DOVRANNO ESSERE ADOTTATE PER IL RINNOVO DELLE CONCESSIONI ATTUALMENTE IN ESSERE.

Per quanto ci riguarda, alla scadenza della proroga prevista dalla legge di Bilancio 2017, i cui effetti si esauriranno il 31/12/2020, le concessioni in essere dovranno essere rinnovate, con durata decennale, al 31/12/2030: spetterà alle Regioni, depositarie della potestà legislativa in materia di commercio su aree pubbliche, stabilire mediante quali procedure e modalità debba avvenire la riassegnazione delle stesse.

Esprimiamo dunque sull’uscita dalla Direttiva Bolkestein un giudizio politico più che soddisfacente, seppure, da un punto di vista tecnico, la norma contenuta nella legge di Bilancio lasci aperti dubbi sulle procedure che occorrerà seguire per completare l’intervento legislativo nella maniera auspicata.

 La strada da noi indicata ci pare la più lineare e coerente, e permetterebbe finalmente al nostro settore di uscire da un decennio di incertezza che ne ha fortemente ridimensionato la vivacità, generando un processo di dequalificazione dei mercati.

Il nostro impegno sarà quindi orientato a far applicare quanto sopra anticipato attraverso la definizione di precisi indirizzi normativi.

In questa direzione ci attiveremo subito nei confronti del Ministero competente, delle Commissioni parlamentari e delle Regioni.