DL Ristori: De Luise a Conte imprese in panne.

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“Abbiamo apprezzato la disponibilità mostrata dal governo durante l’incontro. Da parte nostra, abbiamo ribadito con fermezza la necessità di sostegni adeguati, certi e veloci per tutte le attività colpite, nessuna esclusa”.

Così la Presidente di Confesercenti Patrizia De Luise, al termine dell’incontro tra esecutivo e parti sociali. 

“La salute pubblica è una priorità. L’impatto negativo della seconda ondata e delle misure di restrizione è diffuso. Tra i comparti che verranno ulteriormente compromessi, piscine, palestre, centri benessere e termali, teatri, sale cinematografiche e sale per il gioco legale, direttamente chiusi dal Dpcm, così come le imprese dei convegni, degli eventi e delle sagre, con tutte le attività della filiera, dalla pubblicità e il marketing agli animatori, fino alle attività di commercio su area pubblica. Impatto gravissimo anche per la somministrazione: la chiusura anticipata alle 18.00 di fatto azzera i fatturati di ristoranti, pub e bar, già affondati dal crollo del turismo e dallo smartworking”.

“Altri settori – continua De Luise – subiranno l’effetto negativo del DPCM anche se non citati direttamente nel provvedimento. La restrizione alla mobilità sarà un duro colpo per tutta la filiera turistica, da ncc e bus turistici ad agenzie di viaggio, guide ed accompagnatori, animatori, fino alle attività ricettive alberghiere ed extra alberghiere. Anche il commercio in sede fissa, su aree pubbliche e nei centri commerciali, inevitabilmente, risentirà del calo dei consumi che seguirà i limiti alla socialità. Alcuni comparti in particolare – come i fioristi, la moda, parrucchieri e servizi estetici – saranno inoltre ulteriormente danneggiati dallo stop a cerimonie ed eventi”.

“Le imprese hanno bisogno di sostegni adeguati e rapidi: i ritardi che si sono verificati nel recente passato non devono e non possono più ripetersi. Alcune importanti misure annunciate, come quelle per i centri storici e la ristorazione, non si sono mai concretizzate, perché mancano ancora i decreti attuativi. Dobbiamo cambiare passo: il governo si è impegnato ad agire con la massima velocità. Sarà necessario un monitoraggio accurato, assieme alle associazioni di categoria, per rilevare puntualmente gli effetti dei provvedimenti sulle imprese. Con senso di responsabilità da parte di tutti, ce la faremo. Ora attendiamo il testo definitivo del provvedimento per darne un giudizio di merito”.