Decreto 1 aprile 2020: proroga “lockdown” al 13 aprile

allegato 1 del Dpcm 11 Marzo

Con il DPCM 1 APRILE è stata estesa dal 3 al 13 aprile la validità delle disposizioni contenute nei Dpcm 8 marzo – 9 marzo – 11 marzo – 22 marzo, e delle ordinanze del Ministero della Salute del 20 marzo e 28 marzo.

In pratica: nulla cambia per i successivi 10 giorni in merito alle misure straordinarie adottate nelle scorse settimane. Il nuovo Dpcm ha solo aggiunto a chiare lettere la sospensione di ogni evento e competizione sportiva, compresi gli allenamenti all’interno degli impianti sportivi.

Di seguito un elenco delle disposizioni normative adottate fino ad oggi:

Dpcm 8 Marzo

Dpcm 9 Marzo

Dpcm 11 Marzo

Allegato 1 del Dpcm 11 Marzo 

Ordinanza del Ministero della salute 20 Marzo

Dpcm 22 Marzo

Allegato 1 del DPCM 22 Marzo

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Sanzioni e controlli

Salvo che il fatto costituisca reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento previste in relazione all’elencazione per lettere sopra riportata, individuate e applicate con i provvedimenti adottati con DPCM o con atti delle Regioni o dei Comuni è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 3.000 e non si applicano le sanzioni contravvenzionali previste dall’articolo 650 del codice penale o da ogni altra disposizione di legge attributiva di poteri per ragioni di sanità.

Se il mancato rispetto delle predette misure avviene mediante l’utilizzo di un veicolo le sanzioni sono aumentate fino a un terzo.

Nei casi relativi di cui all’articolo 1, comma 2, lettere i) , m) , p) , u) , v) , z) e aa) (vedi parte in corsivo) , si applica altresì la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni.

All’atto dell’accertamento di tali violazioni, ove necessario per impedire la prosecuzione o la reiterazione della violazione, l’autorità procedente può disporre la chiusura provvisoria dell’attività o dell’esercizio per una durata non superiore a 5 giorni. Il periodo di chiusura provvisoria è scomputato dalla corrispondente sanzione accessoria definitivamente irrogata, in sede di sua esecuzione.

  1. i) chiusura di cinema, teatri, sale da concerto sale da ballo, discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi o altri analoghi luoghi di aggregazione;
  2. m) limitazione o sospensione di eventi e competizioni sportive di ogni ordine e disciplina in luoghi pubblici o privati, ivi compresa la possibilità di disporre la chiusura temporanea di palestre, centri termali, sportivi, piscine, centri natatori e impianti sportivi, anche se privati, nonché di disciplinare le modalità di svolgimento degli allenamenti sportivi all’interno degli stessi luoghi;
  3. p) sospensione dei servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e delle attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado, nonché delle istituzioni di formazione superiore, comprese le università e le istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, nonché i corsi professionali e le attività formative svolte da altri enti pubblici, anche territoriali e locali e da soggetti privati, o di altri analoghi corsi, attività formative o prove di esame, ferma la possibilità del loro svolgimento di attività in modalità a distanza;
  4. u) limitazione o sospensione delle attività commerciali di vendita al dettaglio, a eccezione di quelle necessarie per assicurare la reperibilità dei generi agricoli, alimentari e di prima necessità da espletare con modalità idonee ad evitare assembramenti di persone, con obbligo a carico del gestore di predisporre le condizioni per garantire il rispetto di una distanza di sicurezza interpersonale predeterminata e adeguata a prevenire o ridurre il rischio di contagio;
  5. v) limitazione o sospensione delle attività di somministrazione al pubblico di bevande e alimenti, nonché di consumo sul posto di alimenti e bevande, compresi bar e ristoranti;
  6. z) limitazione o sospensione di altre attività d’impresa o professionali, anche ove comportanti l’esercizio di pubbliche funzioni, nonché di lavoro autonomo, con possibilità di esclusione dei servizi di pubblica necessità previa assunzione di protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non sia possibile rispettare la distanza di sicurezza interpersonale predeterminata e adeguata a prevenire o ridurre il rischio di contagio come principale misura di contenimento, con adozione di adeguati strumenti di protezione individuale;
  7. aa) limitazione allo svolgimento di fiere e mercati, a eccezione di quelli necessari per assicurare la reperibilità dei generi agricoli, alimentari e di prima necessità;

Le violazioni sono accertate ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689; si applicano le norme in materia di pagamento in misura ridotta. Le sanzioni sono irrogate dal Prefetto. Le sanzioni per le violazioni delle misure regionali o comunali sono irrogate dalle autorità che le hanno disposte.

In caso di reiterata violazione della medesima disposizione la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima.

Salvo che il fatto costituisca violazione dell’articolo 452 del codice penale (delitto contro la salute pubblica) o comunque più grave reato, la violazione della misura di cui all’articolo 1, comma 2, lettera e) (divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena perché risultate positive al virus), è punita ai sensi dell’articolo 260 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, Testo unico delle leggi sanitarie, che per chiunque non osserva un ordine legalmente dato per impedire l’invasione o la diffusione di una malattia infettiva dell’uomo prevede l’arresto da 3 mesi a 18 mesi e l’ammenda da euro 500 ad euro 5.000.