Esonero dal pagamento TOSAP e COSAP commercio aree pubbliche – Problematica “spuntisti”

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Come è noto, l’art. 181, comma 1-bis, del D.L. 19 maggio 2020, n. 34, convertito nella legge n. 77/2020, come modificato dall’art. 109, comma 1, lett. a), del DL 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 126/2020, stabilisce che, “in considerazione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, i titolari di concessioni o di autorizzazioni concernenti l’utilizzazione del suolo pubblico per l’esercizio del commercio su aree pubbliche, di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, sono esonerati, dal 1° marzo 2020 al 15 ottobre 2020, dal pagamento della tassa per l’occupazione temporanea di spazi ed aree pubbliche”.

A nostro avviso, l’esonero da TOSAP e COSAP per il periodo 1° marzo/15 ottobre vale non solo per i titolari di concessione all’utilizzo di suolo pubblico per l’esercizio del commercio su aree pubbliche, ma anche (come peraltro affermato dalla legge) per i titolari di autorizzazione, vale a dire per quei soggetti che, pur non titolari di concessione, siano autorizzati ad occupare temporaneamente il suolo in caso di assenza momentanea del titolare.
Si parla dei cosiddetti “spuntisti”, i quali hanno risentito delle conseguenze dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 come i colleghi titolari di concessione, e che, come questi ultimi, riteniamo debbano e possano beneficiare dell’esonero previsto dalla menzionata norma.

Si ritiene che gli eventuali pagamenti relativi al periodo 1° marzo/ 15 ottobre 2020 effettuati dagli operatori del commercio su aree pubbliche concessionari di suolo vadano rimborsati dai Comuni anche mediante compensazione in riferimento alle somme a valere sulle occupazioni future, mentre nel caso degli “spuntisti” il rimborso, qualora le somme non dovute siano state effettivamente incassate, debba avvenire mediante restituzione delle stesse somme, tranne che i Comuni non possano scomputarle da eventuali partite debitorie in capo agli stessi soggetti.