Tracciabilità dei rifiuti: abolizione del Sistri ed istituzione del Registro elettronico nazionale

ambiente

Con l’art. 6 vigente Decreto – Legge n. 135/2018 e ss. (Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione.), convertito con alcune modifiche ed integrazioni in Legge n. 12/2019, sono state adottate nuove misure in tema di tracciabilità dei dati ambientali concernenti la produzione ed il trasporto dei rifiuti.

Con effetto a partire dal 1° gennaio 2019, è stato abolito in via ufficiale il SISTRI (Sistema di controllo della Tracciabilità dei Rifiuti) con la conseguenza che i relativi contributi non sono dovuti ad alcun titolo.

Viene specificato a tal proposito che tutti i contributi dello scorso anno, ivi incluso ogni eventuale importo versato a tale titolo oltre la data del 31 dicembre u.s., saranno riassegnati all’apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero dell’ambiente in virtù di un Decreto ad hoc a cura del Ministero delle finanze.

Inoltre, in sostituzione dell’abolito Sistri, è stato istituito presso il Ministero dell’ambiente a decorrere da mercoledì 13 febbraio 2019 u.s. il nuovo “Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti”, le cui modalità operative e le cui procedure e termini utili all’iscrizione dei Soggetti obbligati* o aderenti su base volontaria saranno stabiliti con successivo apposito Decreto interministeriale.

Nelle more della piena operatività del nuovo Registro elettronico, la tracciabilità dei rifiuti continuerà ad essere garantita dagli operatori ottemperando ai previgenti oneri, vale a dire la tenuta e l’uso dei tradizionali Registri di carico e scarico, nonché dei Formulari per il trasporto dei rifiuti

* Enti ed imprese che effettuino il trattamento dei rifiuti, produttori di rifiuti pericolosi ed enti e imprese che raccolgano o trasportino rifiuti pericolosi a titolo professionale o che operino in qualità di commercianti ed intermediari di tali rifiuti, Consorzi istituiti per il recupero e riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti ed infine, con riferimento ai non pericolosi, soggetti di cui all’art. 189 comma 3 citato D. Lgs 152/06.

Il campo di applicazione del nuovo sistema non appare dunque più contemplare le esenzioni dall’obbligo di iscrizione previste a favore  delle imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi con meno di 10 dipendenti.

Per maggiori informazioni è possibile contattare la Dr.ssa Chiara Paradisi allo 0564/438805