Occupazione di suolo pubblico: canone unico dal 2021

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A decorrere dal 1° gennaio 2021, ai sensi della legge di Bilancio per l’anno 2020, è stato istituito il nuovo canone patrimoniale di concessione, denominato comunemente “CANONE UNICO” (generale per le occupazioni di suolo pubblico), che sarà adottato dai comuni, dalle province e dalle città metropolitane in sostituzione:


– della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP),
– del canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP)
– del canone di cui all’art. 27, commi 7 e 8, del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, limitatamente alle strade di pertinenza dei comuni e delle province
.


Il canone è comunque comprensivo di qualunque canone ricognitorio o concessorio previsto da norme di legge e dai regolamenti comunali e provinciali, fatti salvi quelli connessi a prestazioni di servizi: ciò vuol dire che, oltre al canone, gli Enti potranno prevedere altri corrispettivi in relazione a specifiche prestazioni di servizi di cui i soggetti passivi godano, come peraltro già accade attualmente.


Tale CANONE UNICO si applica, in generale, a tutte le attività imprenditoriali che utilizzino spazi ed aree pubbliche in base a concessione, dunque anche ai titolari di pubblici esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande negli spazi esterni ai propri locali e ai commercianti su aree pubbliche che non occupino posteggi nei mercati.


Il canone è disciplinato dagli enti in modo da assicurare un gettito pari a quello conseguito dai canoni e dai tributi che sono sostituiti dal canone, fatta salva, in ogni caso, la possibilità di variare il gettito attraverso la modifica delle tariffe. Ciò vuol dire che la tariffa è solo una tariffa di riferimento, potendo gli Enti impositori determinare una tariffa diversa da quella standard, anche in aumento, ai fini di assicurare il gettito finora conseguito mediante applicazione di TOSAP o COSAP.

Il presupposto del canone è l’occupazione, anche abusiva, delle aree appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile degli enti e degli spazi soprastanti o sottostanti il suolo pubblico.
Il canone è disciplinato dagli enti con apposito regolamento in cui devono essere indicati:


a) le procedure per il rilascio delle concessioni per l’occupazione di suolo pubblico;
b) ulteriori esenzioni o riduzioni rispetto a quelle disciplinate dalla legge.


Gli enti procedono alla rimozione delle occupazioni prive della prescritta concessione o autorizzazione o effettuate in difformità dalle stesse o per le quali non sia stato eseguito il pagamento del relativo canone, con oneri derivanti dalla rimozione a carico dei soggetti che hanno effettuato le occupazioni.


Per le occupazioni del suolo pubblico,
il canone è determinato, in base alla durata, alla superficie, espressa in metri quadrati, alla tipologia e alle finalità, alla zona occupata del territorio comunale o provinciale o della città metropolitana in cui è effettuata l’occupazione. Il canone può essere maggiorato di eventuali effettivi e comprovati oneri di manutenzione in concreto derivanti dall’occupazione del suolo e del sottosuolo, che non siano, a qualsiasi titolo, già posti a carico dei soggetti che effettuano le occupazioni.


La
tariffa standard annua,  in base alla quale si applica il canone, nel caso in cui l’occupazione si protragga per l’intero anno solare (occupazioni permanenti, che si hanno quando la concessione è annuale e le strutture poste sul suolo non vengono rimosse, sottraendo il suolo permanentemente all’uso generale dei cittadini) è la seguente:

Classificazione dei comuni Tariffa standard
Comuni con oltre 500.000 abitanti
Comuni con oltre 100.000 fino a 500.000 abitanti
Comuni con oltre 30.000 fino a 100.000 abitanti
Comuni con oltre 10.000 fino a 30.000 abitanti
Comuni fino a 10.000 abitanti
euro 70,00
euro 60,00
euro 50,00
euro 40,00
euro 30,00

La tariffa standard giornaliera, in base alla quale si applica il canone, nel caso in cui l’occupazione si protragga per un periodo inferiore all’anno solare (occupazioni temporanee, che si realizzano quando, indipendentemente dalla durata della concessione, le strutture poste sul suolo vengono rimosse una volta terminata l’attività) è la seguente:

Classificazione dei comuni Tariffa standard
Comuni con oltre 500.000 abitanti
Comuni con oltre 100.000 fino a 500.000 abitanti
Comuni con oltre 30.000 fino a 100.000 abitanti
Comuni con oltre 10.000 fino a 30.000 abitanti
Comuni fino a 10.000 abitanti
euro 2
euro 1,30
euro 1,20
euro 0,70
euro 0,60

I comuni capoluogo di provincia e di città metropolitane non possono collocarsi al di sotto della classe riferita ai comuni con popolazione con oltre 30.000 fino a 100.000 abitanti. Per le province e per le città metropolitane le tariffe standard annua e giornaliera sono pari a quelle della classe dei comuni fino a 10.000 abitanti.


Gli enti possono prevedere riduzioni per le occupazioni:


a) eccedenti i mille metri quadrati;
b) effettuate in occasione di manifestazioni politiche, culturali e sportive, qualora l’occupazione sia
effettuata per fini non economici. Nel caso in cui le fattispecie di cui sopra siano realizzate con il
patrocinio dell’ente, quest’ultimo può prevedere la riduzione o l’esenzione dal canone;
c) con spettacoli viaggianti;


Il versamento del canone è effettuato direttamente agli enti, contestualmente al rilascio della concessione. La richiesta di rilascio della concessione o dell’autorizzazione all’occupazione equivale alla presentazione della dichiarazione da parte del soggetto passivo.


CANONE UNICO MERCATALE
A decorrere dal 1° gennaio 2021 i comuni e le città metropolitane istituiscono, con proprio regolamento, il canone di concessione per l’occupazione delle aree e degli spazi appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile, destinati a mercati realizzati anche in strutture attrezzate (cosiddetto “CANONE UNICO MERCATALE”). Ai fini dell’applicazione del canone, si comprendono nelle aree comunali anche i tratti di strada situati all’interno di centri abitati con popolazione superiore a 10.000 abitanti, di cui all’articolo 2, comma 7, del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.


Il CANONE UNICO MERCATALE si applica in deroga alle disposizioni concernenti il CANONE UNICO e sostituisce:


la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP),
il canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP),
limitatamente ai casi di occupazioni temporanee di cui al comma 842, i prelievi sui rifiuti di cui ai commi 639, 667 e 668 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (TARI o tariffa corrispettiva previste in luogo della TARI).


Il canone è dovuto al comune o alla città metropolitana dal titolare dell’atto di concessione o, in mancanza, dall’occupante di fatto, anche abusivo, in proporzione alla superficie risultante dall’atto di concessione o, in mancanza, alla superficie effettivamente occupata, ed è determinato dal comune o dalla città metropolitana in base alla durata, alla tipologia, alla superficie dell’occupazione espressa in metri quadrati e alla zona del territorio in cui viene effettuata.
La tariffa di base annuale per le occupazioni che si protraggono per l’intero anno solare (occupazioni permanenti, che si hanno quando la concessione è annuale e le strutture poste sul suolo non vengono rimosse, sottraendo il suolo permanentemente all’uso generale dei cittadini),  è la seguente:

Classificazione dei comuni Tariffa standard
Comuni con oltre 500.000 abitanti
Comuni con oltre 100.000 fino a 500.000 abitanti
Comuni con oltre 30.000 fino a 100.000 abitanti
Comuni con oltre 10.000 fino a 30.000 abitanti
Comuni fino a 10.000 abitanti
euro 70,00
euro 60,00
euro 50,00
euro 40,00
euro 30,00

La tariffa di base giornaliera per le occupazioni che si protraggono per un periodo inferiore all’anno solare (occupazioni temporanee, che si realizzano quando, indipendentemente dalla durata della concessione, le strutture poste sul suolo vengono rimosse una volta terminata l’attività), è la seguente:

Classificazione dei comuni Tariffa standard
Comuni con oltre 500.000 abitanti
Comuni con oltre 100.000 fino a 500.000 abitanti
Comuni con oltre 30.000 fino a 100.000 abitanti
Comuni con oltre 10.000 fino a 30.000 abitanti
Comuni fino a 10.000 abitanti
euro 2
euro 1,30
euro 1,20
euro 0,70
euro 0,60

I comuni e le città metropolitane applicano le tariffe  in ragione della superficie occupata, prevedendone:


– il frazionamento per ore, fino a un massimo di 9, in relazione all’orario effettivo
;
– per le occupazioni nei mercati che si svolgono con carattere ricorrente e con cadenza settimanale una riduzione dal 30 al 40 per cento sul canone complessivamente determinato.


Inoltre,
i comuni possono prevedere:
– riduzioni, fino all’azzeramento del canone, esenzioni e aumenti nella misura massima del 25 per cento delle medesime tariffe.