Proroga dello stato di emergenza: quali conseguenze?

allegato 1 del Dpcm 11 Marzo

Il Consiglio dei Ministri, in data 29 luglio u.s., ha deliberato la proroga, fino al 15 ottobre 2020, dello stato d’emergenza dichiarato lo scorso 31 gennaio. In stretto collegamento con la proroga dello stato di emergenza, il Governo ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti connesse con la dichiarazione di emergenza epidemiologica da COVID-19. Il testo proroga dal 31 luglio al 15 ottobre 2020 le disposizioni di cui ai decreti-legge nn. 19 e 33 del 2020, che consentono di adottare specifiche misure di contenimento dell’epidemia.

Si tratta in sostanza della riattribuzione al Presidente del Consiglio della facoltà di adottare nuovi DPCM con i quali, in relazione alle evidenze inerenti la perdurante emergenza epidemiologica, possono essere previste limitazioni inerenti, fra le altre elencate nella norma: la circolazione delle persone; la chiusura al pubblico di strade urbane, parchi, aree da gioco, ville e giardini pubblici o altri spazi pubblici; il divieto di allontanamento e di ingresso in territori comunali, provinciali o regionali, nonché rispetto al territorio nazionale; l’applicazione della misura della quarantena precauzionale; il divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena; la limitazione o divieto delle riunioni o degli assembramenti in luoghi pubblici o aperti al pubblico; la limitazione o sospensione delle attività commerciali di vendita al dettaglio o all’ingrosso, a eccezione di quelle necessarie per assicurare  la reperibilità dei generi agricoli, alimentari e di prima necessità; la limitazione o sospensione delle attività di somministrazione al pubblico di bevande e alimenti, nonché di consumo sul posto di alimenti e bevande; la limitazione o sospensione di altre attività d’impresa o professionali; la limitazione o sospensione di fiere e mercati, a eccezione di quelli necessari per assicurare la reperibilità dei generi agricoli, alimentari e di prima necessità.

Viene poi prorogato l’art. 3, comma 1, del DL n. 33, convertito in legge n. 74/2020, consentendo l’applicazione fino alla fine dello stato di emergenza (dunque fino al 15 ottobre 2020) di tutte le disposizioni previste dal DL n. 33.

Evidenziamo in particolare quanto previsto dall’art. 1:


8. È vietato l’assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. Le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura con la presenza di pubblico, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e fieristico, nonché ogni attività convegnistica o congressuale, in luogo pubblico o aperto al pubblico, si svolgono, ove ritenuto possibile sulla base dell’andamento dei dati epidemiologici, con le modalità stabilite con i provvedimenti
adottati ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020 (con DPCM del Presidente del Consiglio).

9. Il sindaco può disporre la chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile assicurare adeguatamente il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.


10. Le riunioni si svolgono garantendo il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.


14.
Le attività economiche, produttive e sociali devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali. In assenza di quelli regionali trovano applicazione i protocolli o le linee guida adottati a livello nazionale


15.
Il mancato rispetto dei contenuti dei protocolli o delle linee guida, regionali, o, in assenza, nazionali, di cui al comma 14 che non assicuri adeguati livelli di protezione determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Il decreto-legge dispone poi che i termini previsti dalle disposizioni di cui all’allegato 1 al medesimo provvedimento vengono prorogati al 15 ottobre, mentre quelli stabiliti dalle disposizioni legislative diverse da quelle individuate in tale allegato non sono modificati e la loro scadenza resta riferita al 31 luglio 2020.