Scommesse e gioco d’azzardo: ecco come rispettare il divieto di pubblicità

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In base al c.d. “Decreto dignità”, ai fini del rafforzamento della tutela del consumatore e per un più efficace contrasto del disturbo da gioco d’azzardo, a decorrere dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro nonché al gioco d’azzardo, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e i canali informatici, digitali e telematici, compresi i social media.

Dal 1° gennaio 2019 il divieto si applica anche alle sponsorizzazioni di eventi, attività, manifestazioni, programmi, prodotti o servizi e a tutte le altre forme di comunicazione di contenuto promozionale, comprese le citazioni visive e acustiche e la sovraimpressione del nome, marchio, simboli, attività o prodotti la cui pubblicità è vietata. Sono esclusi dal divieto le lotterie nazionali a estrazione differita, le manifestazioni di sorte locali, e i loghi sul gioco sicuro e responsabile dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

    L’inosservanza delle disposizioni di cui sopra comporta a carico del committente, del proprietario del mezzo o del sito di diffusione o di destinazione e dell’organizzatore della manifestazione, evento o attività, ai sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689, l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria di importo pari al 20 per cento del valore della sponsorizzazione o della pubblicità e in ogni caso non inferiore, per ogni violazione, a euro 50.000.

    L’Autorità competente alla contestazione e all’irrogazione delle sanzioni è l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM).

    L’AGCOM, con delibera n. 579/18/CONS, del 29 novembre 2018, ha indetto un procedimento di consultazione pubblica mediante redazione e pubblicazione di un Questionario sulle modalità attuative dell’art. 9.

    Ai quesiti i soggetti interessati hanno risposto con propri contributi che hanno sottolineato la contraddittorietà del quadro normativo vigente in materia, il quale da un lato consente l’attività di offerta del gioco a pagamento, sottoponendola a regime concessorio, dall’altro vieta qualsiasi forma di comunicazione commerciale ad essa relativa; hanno evidenziato che la pubblicità rappresenta un imprescindibile strumento di promozione commerciale e che un suo divieto assoluto comporterebbe un ostacolo, in molti casi insuperabile, all’esercizio dell’attività di offerta del gioco a pagamento, tutelata quale libertà di impresa dall’art. 41 Cost. e riconosciuta e autorizzata dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli; hanno espresso l’opinione unanime che le comunicazioni con finalità informativa, descrittiva ed identificativa dell’offerta legale di gioco a pagamento debbano esulare dal divieto, atteso che non hanno natura promozionale e risultano essenziali a rendere distinguibile tale attività rispetto all’offerta di gioco illegale.

    A chiusura del procedimento di consultazione, l’AGCOM ha adottato le «Linee guida sulle modalità attuative dell’art. 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, recante “Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese”, convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2018, n. 96», il cui testo è scaricabile da questo link: Scarica l’allegato A

    Va evidenziato a chiare lettere quanto affermato nelle Linee Guida con riferimento alle insegne di esercizio e domini di siti on line, esclusi dal divieto in quanto “non rientrano nel divieto di cui all’art. 9 del decreto i segni distintivi del gioco legale solo ove strettamente identificativi del luogo di svolgimento della relativa attività”.

    Il logo o il riferimento a servizi di gioco presenti sulle vetrofanie degli esercizi che offrono gioco a pagamento, nonché la mera esposizione delle vincite realizzate presso un punto vendita che offre servizi di gioco sono comunque consentiti solo se effettuati con modalità, anche grafiche e dimensionali, tali da non configurare una forma di induzione al gioco a pagamento.

    La pubblicità ed ogni altra forma di comunicazione commerciale relativa ad eventi diversi dall’offerta di gioco a pagamento che si svolgano all’interno di Casinò o di sale da gioco è consentita solo qualora non realizzi una promozione, neanche indiretta, del gioco a pagamento. Al fine di valutare la natura promozionale dell’offerta di gioco a pagamento si tengono in considerazione, a titolo esemplificativo, i seguenti elementi:

  • la natura gratuita dell’evento,
  • la presenza, nel luogo in cui si svolge l’evento, di servizi, gadget, loghi riguardanti il gioco a pagamento,
  • il risalto che viene dato nella pubblicità dell’evento ad elementi evocativi del gioco a pagamento.

    Sono altresì consentite tutte le forme di comunicazione imposte dalla legge o dal provvedimento amministrativo di concessione.

    Restano esclusi dall’ambito di applicazione del divieto i contratti di pubblicità stipulati antecedentemente all’entrata in vigore del decreto sino ad un anno dall’entrata in vigore dello stesso (dunque fino al 14 luglio 2019).

    Dal 1° gennaio 2019, il divieto di cui all’art. 9 si applica anche alle sponsorizzazioni, ferma restando la salvezza dei contratti in corso di esecuzione al 14 luglio 2019, analogamente a quanto è previsto per i contratti di pubblicità dal comma 5 dell’art. 9.