Sospensione dell’attività delle strutture ricettive: ecco le novità

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Ecco quali sono le novità in merito alla sospensione dell’attività delle strutture ricettive per un massimo di dodici mesi consecutivi e cosa prevedono le modifiche alla l.r. 86/2016 “Testo unico del sistema turistico regionale” introdotte con l.r. 51/2020

La modifica ha inteso colmare una lacuna presente nella disciplina del turismo, ove era unicamente previsto l’obbligo di comunicazione al SUAP in caso di sospensione di durata superiore a quindici giorni. Per un periodo massimo di dodici mesi consecutivi.

Diversamente, per l’attività di commercio in sede fissa, di vendita della stampa  quotidiana e periodica e di somministrazione di alimenti e bevande la normativa regionale (art. 86 della l.r. 23 novembre 2018, n. 62 “Codice del Commercio”) già disponeva un periodo massimo di dodici mesi consecutivi, superati i quali decade il titolo abilitativo (ex art.125) ovvero è chiuso l’esercizio (ex art. 126).

Anche nell’ambito della disciplina del turismo esisteva una disposizione analoga – art.9 comma 4 della legge 135/2001 “Riforma della legislazione nazionale del turismo” – non più vigente poiché abrogata dal d. lgs. 79/2011, cd. Codice del turismo, che ha omesso di riprodurre la disposizione in ossequio al mutato quadro delle competenze a seguito della riforma costituzionale.

La lacuna aveva creato un’ingiustificata asimmetria regolativa tra attività economiche che sono tutte riconducibili al genus dei pubblici esercizi.

La disparità di trattamento tra fattispecie analoghe era risultata tanto più evidente in considerazione dell’emergenza sanitaria che stiamo attraversando.

Dal 18 maggio tutte le strutture ricettive non alberghiere sono state autorizzate a riaprire, senza dover comunicare la riapertura ad alcuna autorità/ufficio della PA. La disciplina della sospensione volontaria e la conseguente riapertura ai sensi del Testo Unico sul turismo non si sono ovviamente applicate alla fattispecie della chiusura ope legis. Per la fase antecedente l’entrata in vigore della suddetta modifica normativa e quindi per le strutture alberghiere che hanno ritenuto di chiudere dal 10 marzo in poi o per quelle non alberghiere che hanno ritenuto di non riaprire dal 18 maggio, ferma restando la comunicazione della sospensione al SUAP, il termine di sospensione è da intendersi, anche grazie a quanto definito dall’art.99 del T.U. 773/1931 (TULPS) in relazione alla forza maggiore, valido in ogni caso fino al 31 luglio 2020 ovvero il termine dello “stato di emergenza” dichiarato con delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020, in quanto la dichiarazione dello stato di emergenza vale come causa di forza maggiore.

Si consideri, infine, che la sospensione deve essere comunicata per giustificare l’inattività durante il periodo di apertura della struttura, sia esso annuale o stagionale; in ogni caso, il termine della sospensione comunicato al SUAP si computa secondo il calendario comune, senza interruzioni.