Tirocini formativi irregolari

tirocinio

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), con la circolare 18.04.2018, n. 8, ha fornito ai propri ispettori alcune indicazioni sul corretto inquadramento dei tirocini e in particolare di quelli extracurricolari.

La vigilanza prevista, in questo caso, è rivolta alla verifica della correttezza dei rapporti al fine di individuare, attraverso l’analisi dei dati, possibili fenomeni di elusione: per esempio, l’usufruire in modo sistematico dei tirocini da parte di alcuni soggetti ospitanti; oppure l’attivazione di un numero troppo elevato di tirocini, in rapporto alla consistenza del personale

presente all’interno dell’azienda.

In modo particolare si vuole prestare attenzione all’attivazione di tirocini che violano la normativa regionale in materia, come i seguenti casi:

– tirocini attivati per lo svolgimento di attività elementari e ripetitive, che non necessitano di particolare formazione;

– tirocini di durata inferiore al limite minimo stabilito;

– tirocini attivati da soggetti che non presentano i requisiti previsti;

– assenza di documenti (PFI o convenzione);

– tirocini attivati con un soggetto che abbia avuto un rapporto subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa

con il soggetto ospitante negli ultimi due anni;

– tirocini attivati con soggetti con i quali è già esistito in precedenza un rapporto di tirocinio;

– tirocini in cui il tirocinante svolge un numero di ore superiore rispetto a quello previsto dal PFI;

– corresponsione di somme di denaro aggiuntive e non episodiche rispetto a quanto previsto.

Nel caso gli ispettori dovessero riscontrare una violazione non sanabile, è prevista l’intimazione alla cessazione del tirocinio stesso; se invece l’ipotesi di violazione è ritenuta sanabile, si procede con un semplice invito alla regolarizzazione

L’ispettore che verifica l’irregolarità, sanabile o non sanabile, è tenuto a inoltrare segnalazione all’Ufficio della Regione competente, facendo riferimento alla legge regionale vigente nel proprio territorio di competenza, ferma restando l’ipotesi in cui il soggetto ospitante abbia diverse sedi; in questo caso si fa riferimento alla normativa applicata nella Regione in cui è presente la sede legale.