Toscana zona rossa: le riflessioni del presidente Giovanni Caso

giovanni caso

GROSSETO – «Siamo preoccupati ma anche perplessi» così Giovanni Caso, presidente provinciale Confesercenti commenta il fatto che la Toscana sia stata spostata in zona rossa.

A lasciare perplessa l’associazione degli esercenti è quello che il presidente Caso definisce un «andamento a zig zag, senza una linea definita che porti risultati sensibili e rapidi».

«Manca una linea certa, definita, a cui affidarsi: in una settimana la Toscana ha cambiato colore per ben tre volte. E meno male che il rosso è l’ultimo».

«Con un evidente corto circuito del confronto Stato-Regioni, se solo un giorno fa il presidente della Toscana Eugenio Giani firmava un’ordinanza per la raccolta delle olive, i laboratori della formazione in presenza e altre norme, oggi il ministro delegato dal Governo allo scopo firma la chiusura» continua Caso

«Già con la ristorazione le imprese sono state messe nelle condizioni di non sapere cosa fare, che approvvigionamenti, che programmazione del personale, se aprire o no. Le mancanze pesanti di mesi fatti trascorrere invano si riverberano ancora una volta in maniera più pesante sul mondo dell’impresa. Ancora dobbiamo attaccarci ai ristori e alla possibilità di sopravvivere chiedendo con forza scelte rapide e efficaci senza che la burocrazia ci faccia affogare. Imprese allo stremo potrebbero non reggere l’impatto» commenta amaro il presidente provinciale.

«Chiediamo maggior programmazione, chiediamo che non si navighi a vista, chiediamo alternative e sostegno immediato per le aziende. Noi restiamo a fianco dei nostri associati, per ogni esigenza, e ricordiamo, proprio per affrontare la situazione in questo momento così difficile, che come Confesercenti abbiamo messo a disposizione delle imprese, gratuitamente, il portale “Vicino e sicuro” (https://vicinoesicuro.it/) in cui si possono trovare tutte quelle attività che fanno servizio a domicilio, così che si consenta, anche in periodo di lockdown di continuare a sostenere l’economia locale e i negozi di vicinato».